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Tre itinerari alla scoperta della buona tavola in giro per il mondo

 di Lucia Ancilotti e Eleonora Riva

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Dalle Tapas spagnole al buon vino di Adelaide nei territori del Sud dell'Australia fino ad arrivare alle ricette con influenze saracene e spagnole di Palermo. Il turismo enogastronomico, che coniuga la scoperta di luoghi, città e paesaggi ai piaceri della buona tavola sta prendendo sempre più piede. Perché permette di scoprire appieno la cultura delle mete che si visitano, assaporandone al tempo stesso i sapori locali. Ecco tre itinerari enogastronomici selezionati da OFTravel per scoprire il mondo. Con i consigli di viaggio che svelano il meglio di ogni zona: i dolci assolutamente da provare, le ricette insolite da non perdere, i locali e i ristoranti dove fare una tappa gourmet.


Siviglia:


Tapas e dolci

plaza de espana siviglia

La maestosa Plaza de Espana

Siviglia, capitale e città più grande dell’Andalusia, è rinomata per sua gastronomia che mixa i sapori tipicamente spagnoli a influenze tipiche del mondo arabo. La cucina sivigliana, infatti, è stata profondamente influenzata dagli oltre 5 secoli di storia arabo-andalusa. Ecco allora che è possibile assaporare piatti che sono un mix delle due culture, come per esempio i piatti a base di verdure introdotti dal mondo islamico e la albornìa: uno stufato di melanzane, pomodori, zucchine e peperoni. Da provare il tradizionale gazpacho: una ricetta campagnola preparata con pomodoro, peperoni, cetrioli e olio d’oliva. Ma non mancano anche alcune pietanze simbolo dell’Andalusia come la tortilla de patatas (una frittata di patate servita spesso come bocadillo cioè come panino), il famoso jamón serrano iberico e il pregiatissimo jamón iberico de bellota, prodotto da maiali che si nutrono solo di ghiande e erbe aromatiche e vivono in semilibertà. Per gli amanti della carne, anche la selvaggina è pregiatissima: si possono scegliere piatti a base di cervo, cinghiale o quaglia. Ed è da provare il classico piatto a base di coda di toro. Di estrema qualità anche i vini della zona, come il tipico Vino del Condado de Huelva o quello aromatizzato all’arancia, il Vino de Natalia.

Per chi si trovasse a passeggiare tra le vie del centro, inoltre, molte sono le tappe da non perdere. La città, infatti, custodisce un patrimonio culturale e architettonico unico al mondo, con maestosi palazzi, che richiamano un'architettura tipicamente orientale. Sulle sponde del fiume Guadalquivir è possibile ammirare la costruzione cristiana più imponente dopo la Basilica di San Pietro, la Cattedrale di Santa Maria di Siviglia con la sua Giralda, torre campanaria di 96 metri su cui è possibile salire per ammirare la città dall’alto. Da visitare, poi, l’antica fortezza araba e palazzo reale dell’Alcazar, il più antico d’Europa, e la maestosa Plaza de Espana con la sua particolare forma semicircolare. Da non perdere, poi, una visita a L'arena della Real Maestranza: la plaza de toros più antica di tutta la Spagna, è anche il luogo dove si svolge annualmente la Feria de Abril, uno dei festival di corride più famoso al mondo.

siviglia plaza de toros

La Maestranza, dove si tiene ogni anno la corrida durante la Feria de Abril

Ecco allora che, camminando tra i vicoli strettissimi del centro storico, in una bella zona che è quasi tutta pedonale, ci si può fermare, tra una visita e l'altra, in una taberna o una bodega per uno spuntino: il luogo ideale per assaggiare le prelibatezze locali, soprattutto le tapas. In pieno centro, per esempio, si trova Casa Morales, una storica bodega dove si può bere un bicchiere di vino tra gli orci di terracotta, dove viene conservato, da accompagnare a gustose tapas. Da Victoria 8, invece, vale la pena ordinare le empanadillas de perdiz, cioè le torte salate di quaglia.

Ma Siviglia è anche rinomata per i suoi dolci, che occupano un posto d’onore nell’offerta culinaria della città. Per le vie del centro, infatti, si rincorrono numerosissime pasticcerie, gelaterie e botteghe dove assaggiare il torrone prodotto secondo tradizione. Per una sosta golosa, dunque, vale la pena fermarsi a La Campana, famosa pasticceria celebre soprattutto per le sue cervantinas, speciali pasticcini a base di uovo. Da Ines Rosales, invece, si può trovare la migliore torta de aceite, biscotto andaluso a base di mandorle.

Adelaide:

buon vino

e cucina locale

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Le colline di Adelaide

Le colline di Adelaide

Adelaide è la capitale del South Australia, regione che si è aggiudicata il quinto posto, nel 2017, tra le 10 più belle al mondo secondo Lonely Planet, grazie al sorprendente panorama circostante che è un connubio di zone vinicole, feste dedicate ai prodotti della terra e magnifiche spiagge poco affollate. Ed è situata in una bellissima e suggestiva posizione: il centro cittadino è circondato da ampi parchi, mentre l'area metropolitana è racchiusa tra le catene montuose dei Lofty Ranges e le acque del Gulf St. Vincent. Non solo: la città è anche considerata come una delle più grandi capitali del vino al mondo, al pari di Verona e Porto. Fuori dal centro città, infatti, le colline danno origine ad uno dei migliori Shiraz del mondo. A circa un'ora di auto da Adelaide, dunque, il panorama è costellato da vitigni dove trovano posto oltre 200 cantine che permettono di assaggiare e degustare alcune delle altre etichette come il Penfolds (Grange) e l’Henschke Cellars (Hill of Grace).

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Sulla strada tranquilla verso la Barossa Valley, a 1 ora di auto da Adelaide

Rimanendo in città, invece, ciò che sorprende è la varietà della cucina locale, spesso abbinata a vini prodotti in zona. Si parte, così, dai vicoli del centro come Peel Street e Anster Street che sono pieni di piccoli bar, spesso sotterranei che propongono cocktail e alcolici di tutti i tipi, dal locale francese che serve aperitivi con escargot alle birrerie artigianali, passando per bar che propongono solo gin e rum.

Ma è la cucina locale ad essere particolarmente ricca. Gli australiani hanno, infatti, una vera passione per i prodotti locali e biologici proposti in base alla stagione e questa attenzione si ritrova nella maggior parte dei menu dei più noti ristoranti. Tra i migliori della città (ma i critici dicono anche di tutta l’Australia) che propongono pietanze tradizionali con ingredienti australiani c’è il Magill Estate Restaurant, perfetto anche per chi vuole accompagnare la cena con ottimi vini del territorio. Si trova poco fuori dal centro, tra i vitigni che circondano la città, e propone un menù degustazione contemporaneo e ricercato con ingredienti stagionali. Da assaggiare assolutamente l'anatra: viene fatta stagionare per 29 giorni, poi servita con purea di melanzane, pere e birra allo zenzero.



Palermo


dallo street food

ai dolci

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palermo

Il cannolo siciliano: dolce tipico di Palermo

Palermo, in Sicilia, è una città da visitare. Non solo per i suoi monumenti che racchiudono la storia di culture differenti che qui si sono alternate nel corso dei secoli, ma anche per le sue usanze culinarie. Palermo, infatti, vanta una gastronomia altrettanto ricca di storia, influenzata da ognuna delle culture e tradizioni di quei popoli che l'hanno dominata. I piatti tipici, infatti, provengono spesso da ricette che hanno influenze saracene e spagnole, ma anche genovesi e napoletane. E grazie alla grande disponibilità di materie prime, di cui sono ricchi gli storici mercati della città, il visitatore ha una vasta scelta di golosità da provare non solo nei ristoranti, ma anche nelle bancarelle di street food.

Ecco allora che, mentre si visita il centro della città, spostandosi dalla bellissima Cattedrale di Palermo, risalente al XII secolo e che ospita le tombe reali, all'imponente Teatro Massimo neoclassico, fino ad arrivare al Palazzo dei Normanni, risalente al IX secolo, e alla Cappella Palatina, con i suoi famosi mosaici bizantini, si può dunque fare più di una sosta gourmet.

A Palermo, infatti, il cibo di strada è diventato quasi un patrimonio culturale: nei vicoli del centro storico e nei mercati rionali secolari come Ballarò, Vucciria e il Capo, si possono trovare bancarelle dove acquistare, su tutti, il classico Sfincione, inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani, è il simbolo indiscusso della cultura del "cibo da strada" di Palermo. Si tratta di un pane pizza farcito con una salsa a base di pomodoro, cipolla, acciughe, origano e pezzetti di formaggio tipico siciliano. Tra le altre specialità, poi, vale la pena assaggiare anche il pane con la milza, il pane con panelle e crocchè, la trippa e il quarume.

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Lo storico mercato Ballarò

Per un pranzo o una cena di classe si può scegliere di prenotare un tavolo presso l’unico ristorante stellato della città. Si trova vicino alla borgata marinara di Mondello ed è il Bye Bye Blues, gestito dalla chef Patrizia Di Benedetto che prepara piatti creativi ma allo stesso tempo ispirati alla tradizione. Da assaggiare i cavateli al nero di seppia e i gamberi di Mazara del Vallo.

Infine, una menzione particolare spetta ai dolci. Come in tutta la Sicilia, Palermo ha una lunga tradizione di pasticceria da strada e non solo. Su tutti, il dolce in assoluto più celebrato (e noto anche a livello internazionale) è il classico cannolo siciliano: una sfoglia fritta riempita di ricotta dolce e gocce di cioccolato. Si può assaggiare in quasi tutte le pasticcerie della città, ma tra i migliori vale una sosta l’Antico Caffè Spinnato: rinomata pasticceria nel cuore di Palermo e tra le più eleganti della città, che per i palermitani è quasi un’istituzione. Nel locale è oggi possibile trovare creazioni originali come la Tre veli e mezzo, un crumble al cacao con biscotto al cioccolato, frangipane al pralinato nocciola e una glassa lucida al cioccolato. Ma sono da non perdere anche la rivisitazione estiva della cassata e il Santin-buccellato: una glassa e mousse di mandorle con cuore di frutta e fichi secchi, salsa di nocciole, biscotto alla mandorla e frolla.





Plaza de Espana

Siviglia

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